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Lo spettacolo rientra nel Progetto Speciale Teatri realizzato con il sostegno dell'Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale
Arlecchino servitore di due padroni
Uno spettacolo da ridere per tutta la famiglia
per burattini e attori
ispirato alla commedia di Carlo Goldoni
REGIA E DRAMMATURGIA
Caterina Vitiello
ATTORI E INTERPRETI
Ramona Genna: ARLECCHINO
Francesca Villa: FEDERICO, RASPONI, CLARICE
Francesco Picciotti: FLORINDO, ARETUSI, TARTAGLIA
Emanuele Silvestri: PANTALONE, SILVIO
Caterina Vitiello: SMERALDINA
LUCI E SCENOGRAFIA
Manuel Reimann
COSTUMI
Vera Zamuner
Sul palcoscenico del San Carlino Arlecchino, Pantalone, Smeraldina e tanti altre “maschere” si incontreranno, si divertiranno e ci divertiranno vestendo i panni dei personaggi della storia come attori e come burattini. Gli attori, cinque in scena, racconteranno il modo di far spettacolo del 1700 e lo faranno coinvolgendo il pubblico dall’inizio alla fine. Non perdete questo appuntamento, per i vostri bambini che si divertiranno e conosceranno da vicino le maschere e per voi, adulti di ogni età che farete un viaggio divertentissimo nella Commedia dell’Arte di ieri e di oggi. Lo spettacolo è adatto ai bambini dai 5 anni in su…ma come sempre invitiamo tutti, anche i piccoli, non ci sono streghe, né lupi, né personaggi cattivi. L’esperienza teatrale è unica e diversa per ogni bambino.
LA TRAMA
Truffaldino è il servitore di Federigo Rasponi, giovane nobil uomo torinese in visita a Venezia per prendere in moglie Clarice De Bisognosi, figlia del vecchio Pantalone. Truffaldino e nessuno dei personaggi in scena, tranne Tartaglia, sanno però che in realtà, sotto le vesti di Federigo Rasponi si cela sua sorella Beatrice poiché Federigo è da poco morto per mano del suo fidanzato Florindo Aretusi, ed ora si trova a Venezia per impossessarsi della dote che spettava a suo fratello. C’è anche un altro motivo che ha spinto Beatrice a Venezia, e cioè che il suo fidanzato Florindo è appena scappato da Torino per sfuggire alla cattura e si trova anche lui a Venezia, per di più alloggiato nella stessa locanda di Beatrice, naturalmente l’uno ad insaputa dell’altra. Da questo antefatto si sviluppa la trama, un po’ complicata ma divertentissima. Truffaldino per guadagnare qualche soldo in più e riempire la sua pancia sempre vuota accetterà di far da servitore sia a Beatrice che a Florindo, naturalmente anche qui ad insaputa dei due e senza che lui sappia che i due si conoscono. Inventerà bugie, compinerà guai, dirà strafalcioni per mantenere il più a lungo possibile questo doppio lavoro e alla fine dopo che tutti gli intrighi saranno sciolti e verranno intesi gli equivoci, anche Truffaldino si svelerà ma da tutti verrà perdonato per il gran divertimento che ha provocato.
LO SPETTACOLO
I personaggi principali della commedia di Goldoni, Truffaldino (Ramona), Smeraldina (Caterina Vitiello), Pantalone (Emanuele Silvestri), Beatrice (Francesca Villa), Florindo (Francesco Picciotti) saranno in scena come attori e burattini, i personaggi secondari che hanno comunque importanza per lo sviluppo della trama saranno interpretati dagli stessi attori solo come burattini e sono il Dottor Balanzone, suo figlio Silvio, la figlia di Pantalone Clarice, Tartaglia e un cameriere. Nasce uno spettacolo con ben dieci personaggi che si alterneranno sui pacoscenici del San Carlino (quello del teatro e quello della baracca dei burattini), per rappresentare questa commedia celebre che prende spunto dal testo originale a cui è stata fatto qualche opportuno taglio per abbreviarne la durata di rappresentazione. La commedia è recitata in italiano con accenni al dialetto veneziano, è perciò comprensibile, divertente e fruibile anche dai bambini. La servetta di Pantalone vede variato un po’ il suo ruolo in quanto verrà utilizzata come narratrice per spiegare meglio al pubblico dei bambini gli equivoci e le battute più complicate.
L'IDEA
L’idea nasce, come sempre, dal desiderio di portare le grandi opere ai bambini. Questa commedia che è un classico del repertorio del grande commediografo italianoCarlo Goldoni è stata scritta nel 1700 ed è perfettamente in linea con la tradizione della Commedia dell’arte di cui il San Carlino è portavoce. Imbattersi in un testo così non è cosa facile, soprattutto dopo la regia che ne ha fatto il grande Strehler, ma l’impresa più ardua è stata quella di voler rielaborare il testo per farne uno spettacolo adatto ai bambini. L’impegno e la passione lo hanno messo tutti quelli che prendono parte allo spettacolo, attori, regista, costumista e scenografo e il risultato è uno spettacolo straordinario dove gli spettatori potranno godere della vivacità propria della commedia dell’arte. Tutto avrà inizio con una presentazione basata sull’improvvisazione come facevano gli attori un tempo e li si vedranno indossare i costumi in scena e cambiare sembianze continuamente diventando da attori burattini e da burattini attori. A districare i passaggi più ingarbugliati ci penserà Smeraldina che parteciperà allo spettacolo quasi più come spettatrice che come attrice e a divertire in modo esilarante il pubblico penserà Truffaldino, o meglio Arlecchino con le sue battute ed acrobazie.
  
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