La Bottega dei Burattini Migranti

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LA BOTTEGA DEI BURATTINI MIGRANTI

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La Bottega dei Burattini Migranti è un progetto che la nostra direttrice artistica del Teatro San Carlino Caterina Vitiello sta realizzando insieme al regista, scrittore e attore Luigi Saravo.

Ecco le loro parole di Caterina e Luigi per spiegarti il progetto de La Bottega dei Burattini Migranti:

“Abbiamo storie da raccontare e amiamo ascoltare i racconti delle persone che incontriamo.
Entrambi crediamo che le storie siano il modo in cui gli esseri umani imparano a conoscere sé stessi e gli altri. Crediamo sia fondamentale raccontare le storie per non far morire la Storia.
La Storia delle persone, dei popoli, delle civiltà. L’Italia è divenuta un crocevia di storie, le proprie e quelle portate da chi è fuggito da paesi lontani, diversissime eppure vicinissime.
Un patrimonio che si allarga, che si intreccia e che diventa ricchezza, antica e nuova.

È da qui che nascono sogni come questo:  vorremmo realizzare un progetto con le persone migranti che possa da un lato diffondere un nuovo bagaglio di storie e dall’altro fornirgli strumenti per poter costruire un percorso lavorativo.
Aiutati da un team di professionisti vorremmo insegnare ai migranti l’arte del burattinaio, scrivere insieme una storia tratta dalla loro stessa tradizione ed esperienza,  formarli alla costruzione delle attrezzature necessarie alla messa in scena e infine metterli nella condizione di rappresentarla.
Un percorso formativo che partendo dalla loro storia, regali ai partecipanti la possibilità di avviare un mestiere da esercitarsi nello spazio della città, entrando in contatto con una realtà lavorativa vera, come quella del Teatro San Carlino di Roma, dove ognuno potrà trovare il proprio spazio seguendo la propria vocazione.”

La Bottega dei Burattini per essere realizzato ha bisogno del tuo aiuto.
Per questo abbiamo aperto una campagna di crowdfunding, dove potrai darci il tuo aiuto, sostenendoci con una donazione.

 

COSA FAREMO:
Partiremo dalla raccolta delle storie di ognuno dei partecipanti.
Nella nostra “palestra teatrale” saremo seduti uno accanto all’altro a raccontarci le fiabe che ognuno ha conservato dentro di sé. Fiabe diverse eppure capaci di parlarsi, incontrarsi e a volte sovrapporsi.
Perché le fiabe, come gli esseri umani che le portano dentro, sono solo in apparenza diverse ma tutte portano dentro le stesse passioni, le stesse avvertenze e indicazioni, le stesse memorie di un’unica antica famiglia, quella umana.
Da queste storie usciranno a parlarci dei personaggi a cui dovremo dar forma visibile attraverso il legno e la stoffa e i colori.
Costruiremo burattini pronti a farsi la guerra o a far l’amore.
E poi daremo loro una casa, una scena, un palcoscenico piccolo e grande come il mare o le foreste, o le cime innevate costruendo baracche e tutto il materiale scenico.
E infine dovremo apprendere i gesti segreti che daranno vita ai personaggi creando così l’unica magia che il teatro sa creare da sempre: dare la vita a materia che vita non ha.
Affideremo poi alle mani di chi ha lavorato imparando dalla nostra esperienza, a chi si è seduto a raccontare ed ascoltare, ai volti di terre lontane che hanno affrontato i viaggi migratori che da sempre accompagnano l’uomo, a loro, affideremo tutto il lavoro fatto e li aiuteremo a raccontare e a vivere, come noi stessi facciamo.
Quei racconti, li trasformeremo in scrittura creativa.

CHI PARTECIPERÀ:
Potremo ospitare 20 persone migranti. Ognuna potrà portare la sua famiglia, se avrà la fortuna di averla con sé. Anche noi siamo famiglie. Il nostro mestiere è un mestiere che da sempre si fa con i bambini e le compagne e i compagni di vita.
Sperando, poi, di poter continuare e ospitarne altre.
Collegando ancora storie e famiglie e donne e uomini e bambini in un unico flusso di vita.

CHI IMPEGNEREMO:
Professionisti del settore teatrale, sei per iniziare: operatori teatrali quali scrittori, registi, burattinai, falegnami e tecnici il cui lavoro sarà retribuito con il ricavato delle donazioni.

CHI SARÀ NECESSARIO:
Una amministratore e un segretario che stanno già lavorando alla fase di ideazione di questo progetto, per la stesura del budget e di tutte le questioni amministrative necessarie.

COSA SARÀ NECESSARIO:
Adeguare lo spazio del San Carlino a questo progetto e acquistare il materiale necessario:
Legno, stoffe, tele, pennelli, vernici, fogli, cartone, penne, quaderni, strumenti musicali, viti, bulloni, colle, chiodi e martelli per costruire mondi che possano stare dentro una valigia e palcoscenici di teatrini magici e viaggianti.
Sarà necessario avere il personale degli operatori impegnato per tutta la durata del percorso: registi, scrittori, attori, burattinai e artigiani che sappiano aiutare a dar forma ai mondi lontani delle storie che vivono nella memoria di chi da lontano viene. E poi, cose senza materia, flebili come sospiri e rapidi come pensieri.

QUANTO DURERÀ:
Stiamo pensando di lavorare con tutto questo per 30 incontri disseminati come piccole molliche di di pane a segnare sentieri che raccontino di cosa siamo e cosa potremmo un giorno essere.
Nella migliore delle ipotesi questo sarà l’inizio per dare vita ad un progetto permanente che dipenderà sostanzialmente da quanto successo avrà la nostra campagna.

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