Dal 12 al 27 settembre, il sabato e la domenica. 12 compagnie da sei regioni, 28 appuntamenti: dentro il San Carlino e fuori, tra i viali di Villa Borghese. Biglietto unico, 8 euro.
Le rivoluzioni di solito gridano. Questa si fa con le mani: un pezzo di legno diventa vivo perché qualcuno lo tiene e qualcun altro ci crede. Non è mai servito altro. Per tre weekend Villa Borghese è il posto dove succede. I bambini guarderanno i burattini. Voi guarderete loro.
Una cosa di legno non si muove da sola. Ogni compagnia che arriva a settembre ha un modo diverso di farla vivere, e sono modi che si imparano in anni. Da Napoli arriva Irene Vecchia con le guarattelle, il teatro di Pulcinella: la mano infilata nel burattino, il braccio alzato sopra la testa per un'ora intera, e la voce che non è la sua. Dal Salento un drago fatto di ombre, nato da una storia cinese di una ragazza che ricamava. Da Torino Arlecchino, che ha fame e non ha nessuna intenzione di comportarsi bene. Da Roma Cappuccetto Rosso e un lupo che è più simpatico di quanto dovrebbe. Poi ci sono i teatri che stanno dentro una valigia. Si aprono, si guarda uno alla volta, e quello che c'è dentro dura tre minuti e non si racconta a chi non l'ha visto. E fuori, tra gli alberi, animali alti quattro metri che camminano, una mongolfiera che si alza davvero, sculture di cartone che i bambini possono dipingere per tutto il pomeriggio.
Bimb’in burattin – Il teatro di figura e la rivoluzione gentile · XIV edizione
Con il contributo della Regione Lazio – Area Spettacolo dal Vivo